L’allarme di Max Tegmark, nell’intervista a Riccardo Luna, solleva una questione che riguarda direttamente la qualità delle nostre democrazie. Chi decide quale rischio tecnologico una società debba accettare? Chi può contestare quella decisione? E chi dispone degli strumenti per modificarla prima che produca conseguenze irreversibili? È su questo terreno che il confronto sull’intelligenza artificiale incontra il costituzionalismo: la necessità di rendere il potere riconoscibile, limitabile e responsabile.





