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Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, l’Europa punta a trasformare il proprio approccio regolatorio in un vantaggio competitivo. L’AI Act, insieme ad altri strumenti normativi, non viene visto solo come limite o vincolo burocratico, ma come leva strategica per attrarre investimenti, rafforzare la fiducia degli utenti e consolidare un ecosistema tecnologico sostenibile.

Il dibattito non riguarda soltanto la velocità dell’innovazione, ma la capacità di costruire un modello europeo che integri progresso e tutela dei diritti fondamentali. La scommessa è dimostrare che regole chiare, trasparenza e accountability possono diventare fattori di leadership, distinguendo l’Europa dal modello deregolato statunitense e da quello centralizzato asiatico.

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AI: i big del tech frenano lo sviluppo. L’analisi di Maternini (Ceo Perspective AI) e Pollicino (Bocconi) , con O. Pollicino, Class CNBC, 14 Settembre 2026

L’intervista di Class CNBC approfondisce il dibattito sul possibile rallentamento dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, tra esigenze di sicurezza, ingenti investimenti e competizione internazionale, soffermandosi sul ruolo della regolamentazione e sulla necessità di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e imprese tecnologiche.

Chi controlla la corsa dell’intelligenza artificiale?

Nuovo articolo sul Corriere della Sera sull’allarme lanciato da Dario Amodei, fondatore di Anthropic, sui rischi dei sistemi AI sempre più autonomi, già impiegati in ambiti come cyberattacchi, sorveglianza e sviluppo militare. Da qui la proposta di controlli indipendenti e regole capaci di tenere il passo con l’evoluzione dell’AI.

La corsa all’intelligenza artificiale può regolarsi da sola?

Nuovo articolo su La Stampa sulla corsa all’intelligenza artificiale e sui limiti dell’autoregolazione: quando competizione e interessi di mercato spingono verso sistemi sempre più potenti, sicurezza e tutela dei diritti non possono dipendere solo dalle scelte delle aziende, ma richiedono regole pubbliche, controlli indipendenti e responsabilità chiare.

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