Un errore diffuso nel dibattito pubblico è continuare a considerare l’intelligenza artificiale come una questione di mera innovazione tecnologica o, al più, di competitività industriale. In realtà, stiamo entrando in una fase diversa: l’AI è sempre più integrata nelle infrastrutture critiche e nei processi decisionali, e questo ne cambia radicalmente il profilo di rischio. Non si tratta più soltanto di efficienza o di automazione di funzioni rilevanti, ma di sicurezza sistemica. Ogni sistema che incorpora componenti di apprendimento automatico introduce infatti nuove, potenziali superfici di attacco. I modelli di AI sono addestrati su dati potenzialmente manipolabili, i processi di training possono essere compromessi, le dipendenze da fornitori cloud esterni aumentano, mentre i processi decisionali automatizzati sono spesso difficili da sottoporre ad audit in tempo reale.

Nell’intelligenza artificiale la regola è europea ma l’interruttore è americano
Nuovo articolo in collaborazione con G. Giamminola per Milano Finanza.




