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Il nuovo articolo di Oreste Pollicino all'interno della rubrica "Mappe Digitali" per Milano Finanza

Negli ultimi giorni una richiesta della Commissione Ue a Google su Android è stata letta in modo quasi automatico come l’ennesimo capitolo della regolazione della concorrenza. In parte è vero. Ma fermarsi qui significa perdere il punto. Per capire cosa sta accadendo conviene cambiare lente. Non guardare solo al mercato ma alla funzione che Android sta assumendo nel ciclo decisionale degli utenti. L’intervento si colloca nel perimetro del Digital Markets Act e chiede che i servizi di intelligenza artificiale concorrenti possano operare sul sistema operativo con un grado di integrazione comparabile a quello dei sistemi di Google. Non solo accesso, dunque, ma capacità operativa: interagire con le app, eseguire comandi, agire per conto dell’utente.

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