Nei giorni scorsi una notizia riportata dal Financial Times è passata quasi inosservata nel dibattito europeo sull’intelligenza artificiale. Eppure potrebbe rivelarsi molto più importante di molte discussioni che oggi monopolizzano l’attenzione di regolatori, imprese e commentatori. Secondo il quotidiano britannico, all’interno del G7 e tra alcuni dei principali alleati degli Stati Uniti si starebbe valutando la possibilità di costruire una rete di Paesi considerati «affidabili», ai quali garantire un accesso privilegiato ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Se confermata, la notizia segnalerebbe un cambiamento di paradigma: per la prima volta il centro della discussione non sarebbe più solo la governance dell’intelligenza artificiale ma la governance dell’accesso all’AI.

I decreti attuativi dell’AI Act europeo tra enforcement, tutela dei diritti e nuovi reati
Il nuovo articolo di Oreste Pollicino all’interno della rubrica “Mappe Digitali” per Milano Finanza




