Se l’Ia fa lo shopping da sola (con la nostra carta di credito), intervista su Domani, di Rita Plantera, 23 Luglio 2025

L’evoluzione dello shopping passa per l’intelligenza artificiale. Visa e Mastercard stanno investendo in tecnologie capaci di rendere sempre più automatizzata e invisibile l’esperienza di acquisto, tra pagamenti biometrici, sistemi predittivi e “shopping autonomo”.In un’intervista pubblicata su Domani, il nostro Of Counsel Oreste Pollicino analizza gli impatti di questo nuovo scenario, evidenziando i rischi in termini di privacy, sorveglianza e concentrazione del potere tecnologico.Se da un lato queste innovazioni promettono comodità e rapidità, dall’altro pongono interrogativi urgenti sui diritti fondamentali, la trasparenza degli algoritmi e il ruolo delle grandi piattaforme nei processi di scelta e consumo.
Trattamento dei dati rinvenuti sui profili social del dipendente, un interessante caso al vaglio del Garante
Regolatori e imprese uniti per governare e non subire l’incertezza digitale
L’acquisto su fattura è un’offerta promozionale con obbligo di informativa
Multinazionali europee contro l’AI Act. “Ma fermare l’orologio dell’intelligenza artificiale significa fermare l’Ue’
Presentazione del libro “Intelligenza artificiale e democrazia” di O. Pollicino e P. Dunn, di Raffaele Barberio, IF Libri, 7 Luglio 2025
Multinazionali europee contro l’AI Act. “Ma fermare l’orologio dell’intelligenza artificiale significa fermare l’Ue”, di Adele Sarno, huffingtonpost.it, 03 Luglio 2025

Lo scorso luglio, 46 CEO di grandi aziende europee – tra cui Airbus, BNP Paribas, ASML, Philips – hanno firmato una lettera indirizzata alle istituzioni europee per chiedere una sospensione dell’AI Act, giudicato eccessivamente complesso e potenzialmente dannoso per la competitività dell’Unione. Nel documento, intitolato “Stop the Clock”, si critica un impianto normativo ritenuto «poco chiaro, sovrapposto e difficile da applicare», chiedendo di rinviare l’adozione delle regole o di attenuarne i contenuti principali. In risposta, il Prof. Oreste Pollicino – docente di Diritto Costituzionale e della Regolazione dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università Bocconi – ha offerto un’analisi puntuale del caso, evidenziando come “uno stop ora non abbia senso, né sul piano giuridico né su quello culturale”. Una riflessione che tocca i nodi della legittimità, del timing regolatorio e del ruolo dell’Europa nella governance globale dell’IA, in un momento cruciale per l’equilibrio tra innovazione e diritti fondamentali.
La stretta normativa sull’AI generativa e la prospettiva di un orizzonte disciplinato, già dal 2025
Regolazione digitale e grammatiche del rischio
Il no del garante privacy alle impronte digitali per rilevare le presenze