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Il principio affermato dall’UE nel caso Google potrebbe fare scuola anche nell’era dell’AI, dove l’integrazione nei motori di ricerca rischia di incidere direttamente sulla libertà di accesso alle informazioni.

Il principio stabilito dall’Unione europea nel caso Google è destinato a fare scuola. Non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche per le conseguenze che potrà avere sulla tutela delle libertà fondamentali nell’ambiente digitale.

Nell’intervista pubblicata da la Repubblica, rifletto in particolare sui rischi legati alla crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca. Quando gli strumenti attraverso cui cerchiamo e riceviamo informazioni sono controllati da pochi grandi operatori, la questione non riguarda più soltanto il mercato: riguarda la libertà stessa nella ricerca delle informazioni.

Una sfida che diventerà sempre più centrale con l’evoluzione dell’AI e che rende ancora più rilevante il principio affermato dall’Unione europea.

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