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L’accordo OpenAI-Nvidia e Apple contro l’UE, SKY TG24, 28 Settembre 2025

Nell’intervista a Sky TG24, il professor Oreste Pollicino ha analizzato le implicazioni dell’accordo fra OpenAI, Nvidia e Apple. Secondo il docente, questa alleanza segna un passaggio cruciale nell’evoluzione del mercato dell’intelligenza artificiale: pochi grandi attori tendono a consolidare posizioni dominanti, rafforzando dinamiche di concentrazione che rischiano di soffocare l’innovazione diffusa e il pluralismo tecnologico. Pollicino evidenzia come questa strategia industriale si ponga in potenziale conflitto con la visione regolatoria dell’Unione Europea. L’UE, con l’AI Act e altre normative in via di attuazione, punta a bilanciare sviluppo e tutela dei diritti fondamentali, imponendo obblighi di trasparenza, accountability e controllo indipendente sui modelli di IA. Il pericolo, spiega, è che alleanze di tale portata possano aggirare o neutralizzare il quadro europeo, limitando la capacità delle istituzioni di garantire concorrenza leale e tutela dei cittadini. Da qui l’urgenza di una governance tecnologica che sia trasparente, neutrale e realmente capace di monitorare i processi decisionali automatizzati. L’Europa, conclude Pollicino, ha l’opportunità di porsi come attore normativo forte, capace di fissare standard elevati in materia di privacy, responsabilità e interoperabilità. Solo così l’intelligenza artificiale potrà svilupparsi come strumento di progresso collettivo, evitando di trasformarsi in un meccanismo di concentrazione economica e di rischio sistemico.

Sfruttati per l’AI – Codice, Rai 1, 22 Agosto 2025

Leggono, annotano, moderano, correggono gli errori degli algoritmi, aiutano ad addestrare: sono i data worker, gli invisibili di cui nessuno parla. Milioni di lavoratori tra Africa, Asia e Sud America, precari e malpagati, esposti a sfruttamento. Sta accadendo anche in Italia?

Se l’Ia fa lo shopping da sola (con la nostra carta di credito), intervista su Domani, di Rita Plantera, 23 Luglio 2025

L’evoluzione dello shopping passa per l’intelligenza artificiale. Visa e Mastercard stanno investendo in tecnologie capaci di rendere sempre più automatizzata e invisibile l’esperienza di acquisto, tra pagamenti biometrici, sistemi predittivi e “shopping autonomo”.In un’intervista pubblicata su Domani, il nostro Of Counsel Oreste Pollicino analizza gli impatti di questo nuovo scenario, evidenziando i rischi in termini di privacy, sorveglianza e concentrazione del potere tecnologico.Se da un lato queste innovazioni promettono comodità e rapidità, dall’altro pongono interrogativi urgenti sui diritti fondamentali, la trasparenza degli algoritmi e il ruolo delle grandi piattaforme nei processi di scelta e consumo.

Multinazionali europee contro l’AI Act. “Ma fermare l’orologio dell’intelligenza artificiale significa fermare l’Ue”, di Adele Sarno, huffingtonpost.it, 03 Luglio 2025

Lo scorso luglio, 46 CEO di grandi aziende europee – tra cui Airbus, BNP Paribas, ASML, Philips – hanno firmato una lettera indirizzata alle istituzioni europee per chiedere una sospensione dell’AI Act, giudicato eccessivamente complesso e potenzialmente dannoso per la competitività dell’Unione. Nel documento, intitolato “Stop the Clock”, si critica un impianto normativo ritenuto «poco chiaro, sovrapposto e difficile da applicare», chiedendo di rinviare l’adozione delle regole o di attenuarne i contenuti principali. In risposta, il Prof. Oreste Pollicino – docente di Diritto Costituzionale e della Regolazione dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università Bocconi – ha offerto un’analisi puntuale del caso, evidenziando come “uno stop ora non abbia senso, né sul piano giuridico né su quello culturale”. Una riflessione che tocca i nodi della legittimità, del timing regolatorio e del ruolo dell’Europa nella governance globale dell’IA, in un momento cruciale per l’equilibrio tra innovazione e diritti fondamentali.

Oreste Pollicino, l’Intelligenza Artificiale e il rischio di un Leviatano chiamato Tecnocrazia, di Jacopo Paoletti, 28 Aprile 2025

Nel dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale, il Prof. Oreste Pollicino (Università Bocconi) mette in guardia dal pericolo di un nuovo Leviatano: non lo Stato sovrano del passato, ma una tecnocrazia dominata dal potere degli algoritmi e delle grandi piattaforme digitali. Il rischio è che decisioni cruciali per la vita dei cittadini – dall’accesso a un servizio fino alla valutazione della credibilità di un’informazione – vengano affidate a sistemi automatizzati, non eletti né democraticamente controllati. Questo scenario minaccia non solo la privacy, ma soprattutto la dignità e i diritti fondamentali delle persone. Per Pollicino, la sfida non è fermare l’innovazione, ma dotarsi di regole costituzionali capaci di assicurare trasparenza, responsabilità e bilanciamento dei poteri nel nuovo ecosistema digitale. Senza questo presidio, l’Europa rischia di diventare spettatrice passiva di un processo governato dalla sola logica tecnologica ed economica.

Le regole come vantaggio: la strategia europea nella corsa alla leadership nell’intelligenza artificiale, di Ilaria Coppola, Il Foglio, 10 Aprile 2025

Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, l’Europa punta a trasformare il proprio approccio regolatorio in un vantaggio competitivo. L’AI Act, insieme ad altri strumenti normativi, non viene visto solo come limite o vincolo burocratico, ma come leva strategica per attrarre investimenti, rafforzare la fiducia degli utenti e consolidare un ecosistema tecnologico sostenibile. Il dibattito non riguarda soltanto la velocità dell’innovazione, ma la capacità di costruire un modello europeo che integri progresso e tutela dei diritti fondamentali. La scommessa è dimostrare che regole chiare, trasparenza e accountability possono diventare fattori di leadership, distinguendo l’Europa dal modello deregolato statunitense e da quello centralizzato asiatico.

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