Per molto tempo l’intelligenza artificiale è stata descritta come immateriale: algoritmi, modelli, dati e cloud, quasi termini senza una dimensione fisica. La realtà è opposta. L’AI usa elettricità, occupa territorio, utilizza acqua, richiede connessioni alla rete e impone investimenti infrastrutturali. Da qui muove la tabella di marcia della Commissione Ue per la digitalizzazione e l’AI nel settore energetico. Bruxelles riconosce che la crescita dei data center è necessaria per assicurare capacità computazionale e competitività nell’AI, ma incide su reti, prezzi dell’energia e sicurezza degli approvvigionamenti.

La linea sottile che separa la difesa dell’impresa e il controllo di chi ci lavora
Il nuovo articolo di Oreste Pollicino all’interno della rubrica “Mappe Digitali” per Milano Finanza




